Arte e Cultura


 

 

 

Io sono stanco

Io sono stanco di cercare me stesso in questa guerra attraverso la quale si saccheggia e si depriva il proprio presunto nemico. Io desidero quello che la guerra non darà mai quello che la guerra nega. Io non desidero ciò che essa finisce per ergere a legge dell’umanità: saccheggio e deprivazione . E se lè a guerra che genera tale pulsione essa è la causa di una condizione che rende orrida l’anima di qualunque essere senziente. Perché ancora la guerra. Perché ancora il sacrilegio e l a dissacrazione. Perché l’idolatria del vuoto di un uomo che ha perso la sua interiore mestizia il suo desiderio di libertà coniugata al rispetto. Ma quanto l’uomo può ancora soffrire in questo sortilegio  della ragione in questo uragano di pulsioni distorte parossistiche giacenti sul fondo di una coscienza che muore lentamente nel torpore di un silenzio di una vaghezza che termina le parole che spezza i concetti. Ma perché Dio mi ha affidato questa assurda missione che alcun individuo può spuntare da solo nel vortice di passioni inconsulte di desideri aberranti. Quanto ancora l’umanità potrà ancora perdersi tra le strade che non portano a nulla in un guerra che sbeffeggia a forza di inautentiche sciocchezze di stupide menzogne. Dio concedimi un ragazza che sappia coccolarmi che mi sappia ascoltare e che io sappia amare nel profondo delle sue difficoltà della sua  finitezza di femmina e di mamma. Perché o mio Dio non fai in modo che io abbia i miei affetti che l’individuo della strada li abbia senza dovere lesinare il giorno per la notte e la felicità in cambio di una bronchite indotta dall’inferenza di un mondo che si ritiene debba vivere di deduzioni cosmiche piuttosto che di una sana birra con un amico di un pasto caldo con la propria amante. Quante altre rivoluzioni l’umanità deve compiere prima di scoprire che la vita è una ed essa passa tutti i santi giorni senza che qualcuno ponga un argine a questo delirio esistenziale a questa morte celebrale che ostruisce il senso di un orgasmo impossibile  e pone il freno a mano ad una vita che se non è andata persa vuol dire che è possibile alle condizione umane di quando si poteva ridere e scherzare senza temere truffe o raggiri strategici ai fini della pulsione libidica  delirante di uno Stato che ha prodotto la guerra e che ora vorrebbe renderci liberi sulla base di false assunzioni che  la guerra ha generato e che rischiano di condurre l’essere umano nelle secche della decomposizione esistenziale della fine dell’amore della fine della politica della storia della voglia di ridere insieme come quando uno spinello metteva tutti d’accordo ed ora le più astruse ricette  alchemiche finiscono per dissodare il terreno dell’amicizia della lealtà della capacità di chiedere : “ Scusa posso sapere il tuo nome”. L’inferenza lo permetterà e la deferenza statistica cosa ne penserà e non sarebbe opportuno che ci trasferissimo tutti su un altro  pianeta se questo non permette più una notte in una balera senza rancore senza danni esistenziali e politici  una serata al cinema con un amico un serata a teatro in amichevole compagnia. Dio dammi una fidanzata. Te ne prego. Io desidero solo tenerezza e desidero solo raccontare me stesso  ed ascoltare il sé  della mia compagna. Ma ti prego liberaci da questo eccesso di teorizzazione che riduce l’uomo a sesso e il sesso a calcolo libidico piuttosto che a piacevole compagnia per trascorrere tre ore di felicità. Sapendo di non poterne  esagerare non per via della deduzione statistica che porrebbe le sue perplessità ma  per la sana voglia di mettersi in gioco lealmente e con il cuore dei propri sentimenti più autentici e veritieri.

 

 

   

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

   
 
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