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Il principio fondativo della psicoanalisi
Giovedi, 11 Gennaio 2018
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Il principio fondativo della psicoanalisi
Giovedi, 11 Gennaio 2018

 Il principio della psicoanalisi

Il jet set è quella mania in base alla quale si condiziona la propria esistenza al mito del successo. Tale autentica mania deriva nella visione freudiana in primo luogo dalla “regressione anale” che implica l’attaccamento al denaro nonostante intellettualisticamente lo si ritiene una affare ripugnante. Tale visione deriva dalla concezione freudiana del capitalismo. Sigumund Freud infatti aveva una innata avversione per il capitalismo di cui detestava il denaro ritenendolo lo sterco del demonio. Salvo naturalmente esigere profumati onorari per le sue sedute analitiche basate sulla psicologia del profondo come ebbe a denominrala egli stesso.. Esse basano il loro metodo sul principio che le sedute devono implicare un debito monetario dell’assistito nei confronti del terapeuta in quanto sostengono gli psicoanalisti freudiani esclusivamente in tal modo l’assistito può apprezzare il contenuto intrinseco del transfert dal quale deriva il processo di rimozione o rafforzamento del desiderio la cui repressione o rafforzamento favorisce il meccanismo dei quattro fenomeni analizzati da Sigmund Freud al fine della loro classificazione: il motto di spirito la dimenticanza il lapsus e la coazione a ripetere  (ma che ora possono includere la distonia e la isteria compulsiva)  che possono derivare da un impulso rafforzamento o rimozione. Tali fenomeni derivano dal meccanismo sul quale è fondato il processo del trasferimento dei sentimenti del paziente sull’analista e il riflesso a mezzo della tecnica denominata “specchio” degli stessi sentimenti “riveduti e corretti” da parte dell’analista al paziente. Nella concezione freudiana tale trasfert dovrebbe essere di natura neutrale ma evidentemente ciò è pressoché impossibile salvo la rinuncia da parte dell’analista a proferire parola e dunque a traslare nel proprio linguaggio le emozioni che ha ottenuto dalla “confessione” del paziente dei suoi stati psichici. Ora oltre alla avversione per il denaro a cui l’analista non rinuncia come mezzo di pagamento Sigmund Freud nutriva una inconfessabile inimicizia nei confronti del mondo Occidentale. Egli sebbene fosse un Ebreo nutriva i più atavici pregiudizi nei confronti di essi come se egli ne avesse una intrinseca repulsione. Dunque la ossessiva venerazione del comunitarismo produceva il Lui una aperta ostilità nei confronti dell’Occidente come civiltà industriale a base capitalistica di cui egli come psicoanalista ignorava completamente la sua intrinseca logica.



 
 


   
 
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